Franco “Frank” Sagaria

CHI SONO…

all’anagrafe Franco Sagaria detto FRANK

Il cuore battente del2012-05-25 10 gruppo, l’onda anomala come dice Piero. I miei primi colpi di cassa e di rullante li ho dati all’eta’ di 11-12 anni in collegio a Milano daipreti che ci facevano suonare le canzoni del grande Lucio Battisti e a fine anno come premio, ci facevano fare un piccolo concerto davanti a tutto il collegio, che grandi emozioni, forse e’ per questo che oggi il palco non mi spaventa più di tanto, anzi mi carica.

Nel ’71 assaporai la libertà come un carcerato quando scontata la propria pena può ritornare nel mondo comune (anche se io non avevo nulla da scontare, era necessità … ma allora io da ragazzino non capivo). Comunque ritrovai il mondo fuori che mi aspettava, e la prima cosa che feci, fu di cercare amici per suonare. I punti di ritrovo per la musica erano le cantine, le scuole, i centri sociali, e la musica di conseguenza era quella di Guccini, De Andrè, De Gregori etc.

Ma dentro, il mio cuore pulsava duro, quando sentivo la musica rock lui iniziava a battere a mille, decisi di abbandonare la musica popolare per seguire ciò che mi dava più soddisfazione.
Il livello di preparazione era molto basso, ma ciò non importava perchè era rock ed il divertimento era infinito.
Poi la musica finì in secondo piano anzi, in fondo ai miei interessi poichè in quel periodo il calcio, le moto, e le donne erano in cima ai miei pensieri. Dopo un lungo periodo di stop, una quindicina di anni circa … quasi per gioco come allora, con gli amici di sempre (Lucio, Lele, Giangi), provammo a dedicare un po’ di tempo alla musica, ma suonare come allora non ci dava la stessa gratificazione, ora che eravamo più maturi, pretendavamo di più da noi stessi e passo passo, il gioco musicale diventava una vera e propria passione, ed ogni volta sempre un gradino in più.

Più suonavamo e più nasceva in noi la consapevolezza di voler fare di più, tutto ciò che prima aveva importanza primaria, veniva deviato in funzione degli impegni musicali, la sala prove era un appuntamento inderogabile, nemmeno la febbre ci fermava.

E’ stata dura riprendere le bacchette in mano, tornare a lezione ma lo spirito ritrovato ha fatto in modo che oggi suono con dei ragazzi che prima di tutto sono degli amici e poi, suono la musica che mi esalta di piu’ con le canzoni del mitico VASCO .

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